Maschere di Carnevale: scoprono o coprono qualcosa di noi?
Scritto da Miele Team - 3 Mesi 5 Giorni fa
CATEGORIA: Lavabiancheria, Asciugabiancheria, Stiratrici, Accessori e Detersivi
RUBRICA: Miele in casa
TAG: Carnevale, cartapesta, maschere, costumi di Carnevale, tradizioni carnascialesche, come fare una maschera
 
 

Carnem levare: l'etimologia ci viene in aiuto per scoprire le radici del Carnevale, la festa che in questi giorni colora di allegria le nostre città. Il martedì grasso o, se abitate a Milano e dintorni il sabato grasso, segnava infatti l'ultimo giorno di bagordi prima del periodo quaresimale, durante il quale la carne era (e per alcuni ancora è) bandita dalle tavole in segno di penitenza.

Se l'abbandono della carne ha un legame con la liturgia quaresimale, la pratica del travestimento ha, invece, origini pagane e risale ai Saturnali, le feste sacre a Saturno durante le quali gli schiavi diventavano padroni e viceversa. Il rovesciamento di ruoli, l'eccesso e gli spettacoli sono parte della tradizione e accomunano i più celebri festeggiamenti.

A Venezia, città del Carnevale per eccellenza, il travestimento più famoso è la bauta, composta dalla "larva", una maschera di color nero o bianco che ricopre i tre quarti del volto e che altera in parte il timbro della voce, dallo "xendal" o stola di pizzo, dal tricorno a tre punte e dal mantellino nero. La bauta garantisce l'anonimato e in passato era usata anche al di fuori del periodo carnascialesco per concedersi romantiche avventure.

Antichissima la sfilata dei Mamuthones, personaggi del folclore sardo che animano il Carnevale di Mamoiada. Abito in velluto, giubbino di pelo "sa mastruca" e una maschera nera in legno scolpito con un fazzoletto sotto il mento caratterizzano i Mamuthones che portano legati alla schiena numerosi campanacci.

La cartapesta è di scena nel Carnevale di Viareggio: dal 1925 la città toscana ospita la sfilata dei carri allegorici, colossali costruzioni realizzate con il leggerissimo materiale. Ad Acireale, invece, sfilano le macchine infiorate e piccoli carri per bambini, chiamati Lilliput.

E nel resto d'Europa? A Colonia i festeggiamenti entrano nel vivo con la Weiberfastnacht, la notte delle donne, protagoniste assolute della città. A Tenerife il mercoledì delle ceneri sfila per la città una sardina di cartapesta gigante, allegramente data alle fiamme al termine del corteo. A Basilea i festeggiamenti iniziano il lunedì successivo con la marcia in maschera Morgestraich, scandita da pifferi e tamburi.

E nella vostra città come si festeggia il Carnevale? In attesa di decidere se i travestimenti rivelano o nascondono tratti della nostra personalità, divertitevi a creare la vostra maschera!

Maschera in cartapesta
Materiali: Vecchi giornali, colla vinilica, palloncino gonfiabile, plastilina o pasta modellabile, nastro.

Diluite la colla vinilica in un po' di acqua tiepida e immergete le strisce di giornale preparate in precedenza, lasciandole macerare un minuto.
Con la plastilina o la pasta modellabile create il naso e attaccatelo al palloncino, poi rivestite tutta la superficie del palloncino con le strisce di carta.

Ricordatevi di creare una trama resistente, alternando il senso in cui attaccate le strisce di carta: se il primo segue l'andamento dall'alto verso il basso, il successivo sarà da destra a sinistra e così via. Ogni volta che ultimate uno strato di carta, passate un po' di colla vinilica.

Create almeno una decina di strati, in modo tale che lo spessore della maschera sia consistente.

Lasciate asciugare almeno 24 ore, in un ambiente caldo e asciutto.

Bucate il palloncino, rimuovetelo, disegnate occhi e bocca, ritagliate le sagome e decorate secondo la vostra fantasia. Infine, create due piccoli fori ai lati per infilare del nastro colorato per legare al volto la vostra maschera.

 

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