Carnem levare: l'etimologia ci viene in aiuto per
scoprire le radici del Carnevale, la festa che in
questi giorni colora di allegria le nostre città. Il martedì grasso
o, se abitate a Milano e dintorni il sabato grasso, segnava infatti
l'ultimo giorno di bagordi prima del periodo quaresimale, durante
il quale la carne era (e per alcuni ancora è)
bandita dalle tavole in segno di penitenza.
Se l'abbandono della carne ha un legame con la liturgia
quaresimale, la pratica del travestimento ha,
invece, origini pagane e risale ai Saturnali, le
feste sacre a Saturno durante le quali gli schiavi diventavano
padroni e viceversa. Il rovesciamento di ruoli, l'eccesso e gli
spettacoli sono parte della tradizione e accomunano i più celebri
festeggiamenti.
A Venezia, città del Carnevale per eccellenza,
il travestimento più famoso è la bauta, composta
dalla "larva", una maschera di color nero o bianco che ricopre i
tre quarti del volto e che altera in parte il timbro della voce,
dallo "xendal" o stola di pizzo, dal tricorno a tre punte e dal
mantellino nero. La bauta garantisce l'anonimato e
in passato era usata anche al di fuori del periodo carnascialesco
per concedersi romantiche avventure.
Antichissima la sfilata dei Mamuthones,
personaggi del folclore sardo che animano il Carnevale di Mamoiada.
Abito in velluto, giubbino di pelo "sa mastruca" e una
maschera nera in legno scolpito con un fazzoletto
sotto il mento caratterizzano i Mamuthones che portano legati alla
schiena numerosi campanacci.
La cartapesta è di scena nel Carnevale di
Viareggio: dal 1925 la città toscana ospita la sfilata dei carri
allegorici, colossali costruzioni realizzate con il leggerissimo
materiale. Ad Acireale, invece, sfilano le macchine infiorate e
piccoli carri per bambini, chiamati Lilliput.
E nel resto d'Europa? A Colonia i
festeggiamenti entrano nel vivo con la Weiberfastnacht, la notte
delle donne, protagoniste assolute della città. A
Tenerife il mercoledì delle ceneri sfila per la
città una sardina di cartapesta gigante, allegramente data alle
fiamme al termine del corteo. A Basilea i
festeggiamenti iniziano il lunedì successivo con la marcia in
maschera Morgestraich, scandita da pifferi e tamburi.
E nella vostra città come si festeggia il Carnevale? In
attesa di decidere se i travestimenti rivelano o nascondono tratti
della nostra personalità, divertitevi a creare la vostra
maschera!
Maschera in cartapesta
Materiali: Vecchi giornali, colla vinilica, palloncino gonfiabile,
plastilina o pasta modellabile, nastro.
Diluite la colla vinilica in un po' di acqua
tiepida e immergete le strisce di giornale
preparate in precedenza, lasciandole macerare un minuto.
Con la plastilina o la pasta
modellabile create il naso e attaccatelo al palloncino,
poi rivestite tutta la superficie del palloncino con le strisce di
carta.
Ricordatevi di creare una trama resistente, alternando il senso
in cui attaccate le strisce di carta: se il primo segue l'andamento
dall'alto verso il basso, il successivo sarà da destra a sinistra e
così via. Ogni volta che ultimate uno strato di carta, passate un
po' di colla vinilica.
Create almeno una decina di strati, in modo tale che lo spessore
della maschera sia consistente.
Lasciate asciugare almeno 24 ore, in un ambiente caldo e
asciutto.
Bucate il palloncino, rimuovetelo, disegnate occhi e bocca,
ritagliate le sagome e decorate secondo la vostra fantasia. Infine,
create due piccoli fori ai lati per infilare del
nastro colorato per legare al volto la vostra
maschera.